Un amico lontano
è a volte più vicino
di qualcuno a portata di mano.
E' vero o no
che la montagna ispira più reverenza
e appare più chiara al viandante della valle
che non all'abitante delle sue pendici ?
Kahlil Gibran
Lettera a May Ziadeh
New York, 11 giugno 1919
Copio e incollo...
"Las Vegas edizioni parteciperà alla prossima Fiera del Libro di Torino (8-12 maggio). Ci troverete nello spazio Incubatore, padiglione 1, allo stand E 148. Vi aspettiamo numerosissimi. Per quanto riguarda le presentazioni, ce ne saranno ben tre che ci riguardano.
1) Sabato 10, ore 19.30, spazio Incubatore. "Las Vegas. Una nuova casa editrice su cui puntare". Intervengono Hector Luis Belial, Marco Candida, Andrea Malabaila, Christian Mascheroni, Giulia Meli.
2) Domenica 11, ore 18.30, sesto padiglione (area pedonale Grattacielo Lancia, in via Lancia / via Issiglio / via Caraglio / via Renier). "Rock o glamour? Le giovani storie di Las Vegas". Intervengono Hector Luis Belial, Marco Candida, Andrea Malabaila, Christian Mascheroni, Giulia Meli.
3) Lunedì 12, ore 18.30, spazio Incubatore. "Viva Las Vegas. Quindici storie che sarebbe stato un peccato non raccontare". Intervengono gli autori dell'antologia presenti in Fiera". 
Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi
lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente
così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l'inferno
te ne vai triste come chi deve
il vento ti sputa in faccia la neve
fermati Piero , fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po' addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce
ma tu no lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a varcar la frontiera
in un bel giorno di primavera
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore
sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue
e se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore
e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l'artiglieria
non ti ricambia la cortesia
cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato
cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno
Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all'inferno
avrei preferito andarci in inverno
e mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole
dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall'ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.
Nel primo l'attacco è al manifesto unitario delle associazioni combattentistiche e partigiane, reo di contenere l'appello: «A sessant'anni dal 1° gennaio 1948, da quando essa entrò in vigore, l'Italia sta correndo nuovi pericoli. Emergono sempre più i rischi per la tenuta del sistema democratico, come evidenti si manifestano le difficoltà per il suo indispensabile rinnovamento. Permangono, d'altro canto, i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati». Il secondo descrive i circoli dell'Anpi come «circoli ricreativi, veri e propri dopolavori con annessi ristoranti, club sportivi, scuole di arti orientali», e annota, mentre spiega il tesseramento dei ragazzi che tengano alta la memoria della Resistenza una volta che i partigiani non ci saranno più: «Salvare l'Anpi significa salvare i fiumi di euro che arrivano dalle casse pubbliche».
Sono due pagine de «Il Giornale», il quotidiano di Paolo Berlusconi (il fratello del primo ministro che mai si è visto ai festeggiamenti del 25 aprile), andato in edicola ieri. Due pagine che andavano sotto l'ambiguo titoletto: «L'Italia degli irriducibili». Dove non si comprendeva se fossero «irriducibili» (termine terroristico-curvaiolo) coloro che si ostinano a festeggiare la Liberazione o il sindaco di Alghero che alla domanda: «E se qualcuno nel corteo intona Bella Ciao?», risponde: «Non succede assolutamente nulla, a meno che non ci sia qualche estremista di sinistra che cominci ad alzare i pugni al cielo. Ma non sono io a giudicare, se ci sono gli estremi della provocazione interverranno le forze dell'ordine». Intanto Gustavo Selva, senatore uscente del Pdl (quello che ha adoperato un'ambulanza per presenziare in una trasmissione tv in un giorno di blocco del traffico), propone «l'abolizione della festa nazionale del 25 aprile» in quanto, dal suo punto di osservazione "privilegiato" («ho vissuto dal 1943 al 1945 a Riolo Terme in provincia di Ravenna dove è finita la seconda guerra mondiale») osserva: «L'attività dei partigiani è emersa solo dopo il 25, ma sul piano militare hanno fatto solo dei danni. Per esempio l'uccisione di un soldato tedesco che stava magari pascolando qualche animale, ucciso da quelli che dopo il 25 aprile sono stati definiti eroi della Resistenza, a cominciare da Arrigo Boldrini che io ho conosciuto nella sua attività».
È la stessa riscrittura della storia di cui parla l'appello dell'Anpi. Confondere la Liberazione con qualcosa di diverso dalla fine della guerra mondiale e del giogo fascista sull'Italia. Lo afferma chiaro il segretario del Pd Walter Veltroni: «Il 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, per ricordare il giorno in cui è stata restituita la libertà di dire ciò che si pensa, la libertà di votare, la libertà di stare in un partito, di fare un sindacato e di essere ebrei senza finire in un campo di sterminio. Non ci deve essere nessun italiano che considera questo giorno altro che una festa di tutti gli italiani, la festa della Liberazione».
Pubblicato il: 23.04.08
Modificato il: 24.04.08 alle ore 13.37
O partigiano, portami via...O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via che mi sento di morir...
Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno permesso a tutti noi di vivere senza dittatura! Speriamo bene per il futuro...
Chi non ricorda la splendida e brava bambina dai riccioli d'oro protagonista di tanti film sentimentali?
Shirley Temple oggi ha compiuto ottant' anni. Nata in California, dove tuttora risiede, il 23 aprile del 1928, ha recitato in tanti film fino agli anni '40. In seguito si è dedicata alla carriera diplomatica.
Per maggiori info:
http://it.wikipedia.org/wiki/Shirley_Temple e svariati altri siti.


Il 20 aprile in sei città italiane (Roma, Torino, Milano, Genova, Napoli, Verona) ci sarà una gran festa legata ai libri. Per maggiori info:
http://www.lacompagniadellibro.tv/frontend/articolo.php?id=200
-Ho letto un po' di discussioni in aNobii legate alla mia Sicilia e a diversi autori siciliani...che dire? Per studio o meno ne ho letti parecchi e li apprezzo, ma l'insistenza di certi programmi universitari o di alcuni intellettuali sulla letteratura isolana mi nausea. Non so se accade lo stesso in Veneto o in Umbria, in altre regioni italiane...Bisogna aprirsi, formarsi attraverso il pensiero di uomini di cultura di ogni dove. Non basta leggere le antologie scolastiche o qualche classico, bisogna aprirsi al mondo, essere curiosi, recettivi e meditativi.
-Ho seguito con tristezza le notizie sulla vicenda di Pippa Bacca (Giuseppina Pasqualino), fiore bianco calpestato, violato senza pietà. La sua fiducia nell'uomo tradita in un modo così barbaro!
-Stamattina ho acceso la tv e su raidue nel programma tg2 punto it c'erano ospiti Pilar e Massimo Gilardi che stavano cantando Vedrai vedrai di Tenco. Questo mi ha fatto pensare alla fiducia nel cambiamento di un uomo che poi, forse deluso, scoraggiato o chissà come ha deciso di togliersi la vita.
Alegher!
Passano gli anni, cambiamo noi, cambiano gli altri, cambiano i posti, persone vanno e vengono nella nostra vita, ma i ricordi rimarranno per sempre nel nostro cuore e nè la pioggia, nè il vento li potranno cancellare.
Non ricordo più chi lo scrisse, se Gibran o Richard Bach, ma in fondo è vero: la lontananza ci illumina su ciò che è per noi un'amico...
Negli ultimi anni la mia vita è stata provata da lunghe separazioni, da lutti, da allontanamenti, da mutamenti. Cose che accadono un po' a tutti, non c'è dubbio, ma è duro doverli affrontare tutti in poco tempo.
A volte mi sento così stanca e apatica...
Per di più oggi mi hanno detto che il nostro vice parroco sarà trasferito: stento ancora a crederci e a pensare il futuro di questo quartiere senza di lui. Gli siamo tutti affezionati, magari non tutti sappiamo dimostrarglielo, ma penso che lo intuisca.
Uff, ci mancava solo questa.
