Questo blog oggi compie due anni!
Un grazie di cuore a tutti coloro che sono passati di qui, agli affezionati lettori nonchè cari amici e a coloro che per caso o per scelta capiteranno in futuro da queste parti.
Grazie a Ilaria G. ho scoperto di recente Jeff Buckley: purtroppo è morto una decina di anni fa.
Tramite YouTube ho cercato alcuni video delle sue canzoni e finora Grace è quella che preferisco! La sua voce è particolare, così come certi giri di chitarra...
Prima o poi imparo anche io a suonarla, ma prima dovrei comprarla! 
Ieri sera sono andata a vedere il film Coco avant Chanel-L'amore prima del mito.
Il film è tratto dal libro di Edmonde Charles Roux, L'irregolare (Rizzoli) sulla vita di Coco (Gabrielle) Chanel, la famosa stilista francese.
La storia di Coco mette in evidenza la condizione della donna agli inizi del' 900 e la difficoltà nell'affermarsi, nell'essere indipendenti. Ma, soprattutto, colpisce il carattere della donna (cresciuta in convento con la sorella per volontà del padre,dopo la morte della moglie), che lotta per emergere, crea situazioni per accrescere le sue conoscenze e le amicizie. Ad un certo punto si innamora davvero, ma la felicità non durerà molto...
Audrey Tautou è perfetta nel ruolo di Chanel, la sua metamorfosi estetica e caratteriale è superba. E poi l'ho trovata bellissima specialmente in due scene, quella del ballo, quando indossa un vestito nero in mezzo a tante dame bianche infagottate (liberò le donne dai corsetti, non dimentichiamolo!) e poi nella scena finale.
(Piccola nota a margine: Alessandro Nivola - che interpreta Arthur Capel - è proprio un bel ragazzuolo). 
Per quanto riguarda il Kurt del titolo del post, ho finito di leggere Un uomo senza patria (Minimum fax) di Kurt Vonnegut. In questo libro molto godibile e breve Vonnegut snocciola sue considerazioni sul mondo attuale, sulla politica e l'agire dell'uomo, il tutto condito da riferimenti autobiografici e battute di spirito.
Il mio grande amico Christian Mascheroni ha ideato un live letterario che muoverà i primi passi il 23 giugno prossimo a Milano.
QUI maggiori informazioni.
Se fossi
se avessi
se andassi
Li ammiro entrambi, li stimo.
In particolare provo gratitudine nei riguardi di Giulio per diversi motivi.

Di solito preferisco comprare e leggere libri scritti da uomini: mi piace di più lo stile maschile, anche se ci sono delle eccezioni!
Nella mia stanza ci sono anche libri di scrittrici, come la Ginzburg o la Byatt o la Alcott, la Capriolo, tanto per citare qualche donna, ma il loro numero è motlo inferiore a quello dei libri di autori uomini.
Facciamo finta che sia per sempre è un romanzo scritto da una donna, Ilaria Giannini (vedere post sulla Fiera del libro) ed è stato pubblicato da Intermezzi ed.
Nicole, una giovane insegnante, cerca di sfuggire al passato, ad un senso di colpa che l'accompagnerà per molta parte della sua vita, ma come la stessa protagonista dice, si può sfuggire da tutto ma non da se stessi.
Nicole vive presto nella sua vita un amore travolgente, bello, esaltante, ma un dannato incidente glielo porterà via. Da quel giorno nel suo cuore avrà un peso enorme che condizionerà il suo rapporto con gli altri, in particolare con Martina, una ragazza omosessuale, e Stefano, un ragazzo conosciuto per caso in un'oasi naturalistica.
Nel romanzo vi sono più voci e salti temporali ben giostrati. Ogni persona che si relazionerà con la protagonista vive a sua volta un dramma, un conflitto. Nicole porrà, alla fine, Martina e Stefano di fronte alla verità e tutti loro prenderanno delle decisioni che cambieranno le loro vite.
La scrittura della Giannini è limpida, lo stile abbastanza sobrio ma che non manca di stupirci in certi brani, puntellati, del resto, da frasi che restano dentro.
Brava, Ilaria: spero di leggere presto il tuo nuovo romanzo!